Dall’adozione di Piazza Pio IX a quella della scuola Baldi

“state attenti a quello che dico, di me scordatevi subito dopo, ricordatevi solo quello che ho da dirvi, non ci sono fronzoli, sono idee che vengono da una pratica dell’insieme, del fare insieme, se potessi non ve le direi io e lascerei volentieri il posto a qualcun’altro…”

(ricordo di Dario Simonetti)

Adozione di Piazza Pio IX: quando un quartiere diviene comunità

L’associazione ha sostenuto e partecipato al movimento di “risveglio” sociale e culturale, che alcuni abitanti del quartiere raccolto intorno a Piazza Pio IX (zona Pineta Sacchetti) hanno sentito come esigenza diffusa e condivisa, rianimata dall’esperienza di Pinacci Nostri, nel 2016 . Grazie ai murales, agli artisti che hanno donato bellezza su muri urbani più o meno degradati e al lavoro di ricerca di storie, memorie e racconti, molte persone hanno riscoperto l’orgoglio per le proprie radici popolari nel senso più nobile del termine, di un quartiere che era “come un paese”; che si aiutava e condivideva il poco che si aveva; che prendeva il fresco in piazza o sotto ai pini; che si è prodigato nell’aiutare gli ultimi della terra offrendo anche la propria casa.

I tempi cambiano ma lo spirito è solo addormentato. Dario, nella sua breve vita, si è impegnato con passione a realizzare iniziative e azioni concrete di solidarietà vera e costruttiva, di riscoperta delle proprie origini in un proficuo scambio con altre culture, nella testarda certezza che “cambiare il mondo, anche solo un pezzetto per volta, non sia solo una possibilità ma un dovere; un intenso, profondo e viscerale amore per la vita, per la Terra e quel che di più bello ha da offrirci”.

Come Associazione abbiamo adottato per tre anni piazza Pio IX, ovvero ne abbiamo curato la manutenzione del verde, abbiamo pulito, riparato panchine, restaurato la fontanella, piantato piantine con i bambini e le bambine della scuola Baldi, alberi con i nonni del Centro Anziani Pineta Sacchetti che hanno donato i tre aranci, riempito la piazza di colori, voci e risate, organizzato cene nelle serate estive e tombolate a natale; fatto rompere pignatte di Halloween o di carnevale; chiamato maghi e mangiafuoco. Siamo andati avanti per tre anni nonostante i continui vandalismi che hanno calpestato le targhette e i cartelli realizzati dai bambini, distrutto panchine e recinti, scarabocchiato frasi insulse, danneggiato più volte la bacheca. Ma…il primo gennaio 2019 abbiamo detto basta, sperando che si risvegliassero coscienze e omertà, che ci fosse una maggiore condanna dei pochi vandali idioti che distruggevano tutto. Abbiamo però mutato quel senso di scoramento in un rinnovato impegno a realizzare qualcosa di bello e utile ma soprattutto duraturo. Per questo, abbiamo proposto alla Scuola Baldi di “adottare” la sua area esterna, volendo con tutte le nostre forze regalare un angolo di bellezza e armonia ai “costruttori delle città future”, ovvero ai bambini e alle bambine che frequentano la scuola.